Congiuntura e Mercati – Marzo 2026

  • Il quadro macro globale è caratterizzato da forze contrapposte: da un lato il rischio di shock inflazionistico legato al forte rialzo dei prezzi energetici per le tensioni in Medio Oriente; dall’altro, il sostegno alla crescita derivante da spesa infrastrutturale e investimenti tecnologici (IA). Ad inizio 2026, l’inflazione appare in rallentamento negli Stati Uniti e più contenuta in Eurozona, con politiche monetarie orientate alla continuità, sebbene i recenti eventi aumentino l’incertezza. La crescita globale resta resiliente (circa 3,1%), trainata dall’Asia, mentre USA ed Eurozona mostrano dinamiche di espansione moderata
  • Nel Q4 2025 l’economia statunitense ha registrato un marcato rallentamento, penalizzato quasi interamente dallo shutdown governativo, che ha inciso negativamente sulla spesa pubblica. Al netto di questo fattore, l’attività ha mostrato buona tenuta, sostenuta da consumi e soprattutto investimenti, trainati dall’intelligenza artificiale. La Fed mantiene un approccio prudente, con il mercato che sconta eventuali tagli dei tassi solo dalla seconda parte dell’anno
  • Nell’ultimo trimestre del 2025 Eurozona ha mostrato una crescita moderata ma resiliente, trainata esclusivamente dalla domanda interna (consumi, spesa pubblica e investimenti), mentre export netto e scorte hanno frenato il Pil. Le principali economie presentano dinamiche differenziate, ma complessivamente stabili. Per il 2026 si prospetta un’espansione contenuta (circa 1,1%), sostenuta da servizi e condizioni finanziarie ancora favorevoli. L’inflazione appare sotto controllo e prossima al target, consentendo alla BCE di mantenere un orientamento attendista sui tassi