Congiuntura e Mercati – Giugno 2026

  • La Commissione Europea ha dichiarato che lo shock energetico frenerà la crescita di Eurozona fin sotto l’1.0% (0,9% nel 2026), peggiorando le prospettive dei principali Stati membri. L’inflazione generale è stimata al 3,0% nell’anno in corso. Questo erode fiducia e potere d’acquisto e aumenta il rischio di stretta monetaria più intensa, pena il disancoraggio delle aspettative. Il debole riequilibrio dello sviluppo atteso per il 2027 (1,2%) resta vincolato alla fine del conflitto iraniano e alla riapertura dello Stretto di Hormuz.
  • Il PIL USA mostra una crescita resiliente, ma meno dinamica del previsto. L’inflazione accelera in aprile al 3,8% su base annua, ponendo il nuovo presidente della Fed, K. Warsh, di fronte al dilemma di dover contrastare il rialzo dei prezzi senza frustrare le aspettative di Trump. Per il 2026 è stimata una crescita al 2,3%, con i mercati che scontano ormai tassi fermi ed un’elevata probabilità di rialzo entro il 2027.
  • Il Pil di Eurozona si contrae nel primo trimestre dello 0,2%, zavorrata dal crollo dell’economia irlandese e da una fragilità diffusa, che rischia di far scivolare l’Area in recessione tecnica. Il PMI composito in calo (48,5) e l’inflazione al 3,2% evidenziano un deterioramento del quadro congiunturale. La BCE, per preservare la credibilità, è orientata verso un rialzo dei tassi a giugno e uno possibile a settembre.