Congiuntura e Mercati – Aprile 2026

  • Le stime OCSE di marzo evidenziano un peggioramento dello scenario globale a seguito dell’escalation del conflitto in Medio Oriente e della chiusura dello Stretto di Hormuz, con forti pressioni sui prezzi energetici e sugli input produttivi. Ne deriva un contesto inflazionistico più elevato, che complica il lavoro per governi e banche centrali. La crescita mondiale rallenta da 3,3% al 2,9% nel 2026, con un marcato indebolimento in Eurozona e una moderazione negli Stati Uniti, mentre l’inflazione resta sopra i target nel breve periodo
  • Negli Stati Uniti la revisione dei dati di fine 2025 segnala un raffreddamento del ciclo, con una crescita meno brillante della domanda. Gli indicatori anticipatori confermano un indebolimento congiunturale, mentre le pressioni inflattive restano elevate e alimentate dai rincari energetici. La Fed mantiene un approccio prudente a causa di aspettative di inflazione in risalita e di un quadro di politica economica interna ed internazionale denso di criticità.
  • Nel quarto trimestre 2025 Eurozona è cresciuta solo marginalmente, sostenuta dalla domanda interna, mentre per il 2026 si prospetta un peggioramento dello scenario a causa dello shock energetico. Gli indici PMI indicano un deterioramento del ciclo. L’inflazione accelera per la componente energetica, spingendo al rialzo le stime per il 2026. La BCE giudica lo shock temporaneo, ma i mercati prezzano la sua reazione con due rialzi dei tassi entro fine anno.