Congiuntura e Mercati – Agosto 2026

Le nuove proiezioni di crescita del FMI stimano un’economia globale in espansione al 3% per il 2026 e al 3,4% per il 2027, in calo rispetto al 3,5% biennio precedente. Se da una parte lo shock di offerta energetica sottrae slancio, dall’altra la spesa per investimenti in intelligenza artificiale offre un solido sostegno. In questo quadro, il processo di disinflazione è sospeso. Nelle economie avanzate l’inflazione generale è stimata in accelerazione al 3% nel 2026 dal 2,5% dell’anno precedente, per poi moderare al 2,4% nel 2027.

Nel secondo trimestre il PIL degli Stati Uniti frena all’1,5%, nonostante una domanda interna solida. Infatti, contrazione della spesa pubblica, decumulo dei magazzini e commercio estero netto hanno sottratto un punto e tre quarti alla crescita. L’inflazione ha moderato il passo a giugno, ma la tendenza incide negativamente sulla fiducia dei consumatori. La Fed mantiene i tassi invariati (3,50-3,75%), confermando un approccio attendista difficile da mantenere in futuro.

L’Eurozona, nel secondo trimestre, è cresciuta dello 0,4%, superando le attese, sostenuta dalla tenuta delle principali economie nonostante un quadro geopolitico e finanziario complesso. Gli indici PMI e la fiducia dei consumatori registrano un solido e inaspettato recupero a luglio, segnalando un deciso ritorno all’espansione sia per la manifattura che per i servizi. L’inflazione accelera al 2,9% a causa dei rincari energetici legati al blocco di Hormuz, spingendo la BCE a mantenere i tassi invariati e a non escludere un rialzo a settembre.