Congiuntura e Mercati – Giugno 2019

Nelle previsioni elaborate a maggio, la Commissione ha ipotizzato una frenata del tasso di crescita del prodotto mondiale dal 3.6% nel 2018 a 3.2% quest’anno (-0.3 rispetto alle stime contenute nel rapporto di novembre), assumendo poi una ripresa di intensità apprezzabile nel prossimo (3.5%, dato invariato), trainata soprattutto dall’accelerazione dei paesi emergenti.
La decisione unilaterale di Trump di applicare ulteriori provvedimenti protezionistici (soprattutto verso la Cina) ha aumentato notevolmente il carico di rischi macro-finanziari nell’ultimo mese, creando una certa discontinuità rispetto alla distensione delle condizioni in atto da gennaio. Il voto europeo ha determinato una composizione più frammentata del nuovo Parlamento, ma contrassegnata ancora da una solida maggioranza europeista.
Negli Stati Uniti i parametri macroeconomici rimangono solidi, confermando il buono stato dell’economia, che nel prossimo biennio dovrebbe registrare tassi di crescita ancora robusti, sebbene inferiori al picco del 2018. La retorica più morbida e cauta adottata recentemente da alcuni membri della banca centrale ha fatto crescere le aspettative di un taglio dei tassi entro la fine dell’anno.
In Eurozona, i dati di contabilità nazionale hanno evidenziato un quadro di crescita superiore alle attese nel primo trimestre del 2019. Gli ultimi dati mostrano segnali solo embrionali di rafforzamento della congiuntura. Il ritmo di espansione, rispetto all’1.9% segnato nel 2018, dovrebbe dunque fermarsi all’1.2% quest’anno, penalizzato da performance prossime alla stagnazione di Germania e Italia, per poi ri-accelerare all’1.5% nel 2020..